Dal campo
Imballaggi in plastica e fitosanitari: i produttori europei di mele e pere lanciano l’allarme
Spagna, Italia, Francia e Portogallo chiedono deroghe sulle norme UE

Afrucat, Assomela, ANPP e ANP, riuniti mercoledì ad Avignone per il gruppo di contatto mele e pere del Comitato misto della Zona Sud, hanno discusso tre punti che determineranno il futuro della produzione di mele e pere in Spagna, Italia, Francia e Portogallo, e quindi la sovranità alimentare dell'Europa. In primo luogo, le esperienze francesi e spagnole sull’esclusione degli imballaggi in plastica per i prodotti ortofrutticoli freschi dimostrano che è impossibile applicare il regolamento PPWR alla nostra produzione. Infatti, il calo dei consumi, l'aumento del costo degli imballaggi, l'incremento dei prezzi a scaffale e la perdita di qualità della frutta sono contrari agli obiettivi di salute pubblica per quanto riguarda il consumo di frutta e verdura fresca e comportano una grave violazione della libera circolazione delle merci. Chiediamo insieme alla Commissione europea di esentare le nostre mele e pere da questo regolamento. Avremo infatti bisogno di un coordinamento europeo per quanto riguarda l’uso degli imballaggi, senza modifiche da parte di singoli Paesi membri, che potrebbero portare ad aumentare le distorsioni della concorrenza nel mercato unico, e a diminuire la competitività dei nostri prodotti.
In secondo luogo, le tre organizzazioni concordano sul fatto che i divieti generalizzati dell'UE sui prodotti fitosanitari, e ancor più il margine di manovra concesso agli Stati membri per creare condizioni d'uso diverse, porteranno a una maggiore distorsione della concorrenza all'interno del mercato unico e a una drastica riduzione della produttività. Riteniamo che siamo ormai a un punto di svolta e che qualsiasi nuova restrizione, divieto o limitazione dei prodotti fitosanitari avrà conseguenze irreparabili in termini di sovranità e sicurezza.
Chiediamo alle autorità europee e alle nostre rispettive amministrazioni di avviare al più presto una riforma che permetta di armonizzare a livello europeo le decisioni sulla commercializzazione e l'autorizzazione dei prodotti fitosanitari. Infine, il lavoro che abbiamo svolto sull'impronta carbonica della nostra produzione mostra che i nostri frutteti sono già serbatoi netti di carbonio e che i margini di riduzione sono molto ridotti rispetto al resto del settore. Nell'ambito delle discussioni sull’agricoltura del carbonio, chiediamo alla Commissione europea di tenere pienamente conto della situazione favorevole della nostra produzione. Nel contesto che rischiamo di avere, di un'economia di guerra e di una guerra economica, è il momento di produrre e siamo pronti a farlo se l'Europa ce ne fornirà i mezzi. (aa)
Fonte: Ufficio stampa Assomela
