Dal campo
Fondazione Fresh al campus Unitec per parlare di salute del suolo
Appuntamento il 10 ottobre per parlare di best practices per la fertilità

Il prossimo convegno organizzato dalla Fondazione Fresh che si terrà il 10 ottobre 2025, presso il Campus UNITEC di Lugo, Ravenna, dedicato al tema della Salute del Suolo e della Fertilità, avrà come leitmotiv “La fertilità naturale di un suolo è il patrimonio su cui si fonda ogni impresa agricola, preservarla ed incrementarla deve essere il primo obiettivo di un imprenditore professionista”.
La scelta è ricaduta su una tematica sentita in diverse filiere frutticole che spesso insistono su suoli troppo poveri di sostanza organica dove la pratica del ristoppio ha spesso aumentato le problematiche di sopravvivenza degli alberi, con riflessi negativi sulla qualità e quantità delle produzioni. Azioni simili comportano infatti ben noti fenomeni di selezione competitivi di microrganismi patogeni (es. Armillaria) i quali sono in grado di condurre a morte molte, se non tutte, le specie da frutto coltivate. La pratica del ristoppio ripetuto può essere comprensibile da un punto di vista economico: data la redditività spesso border-line delle attività agricole, molte imprese sono portate a risparmiare, saltando, ad esempio, le rotazioni colturali che preserverebbero la fertilità del suolo, diminuendo però le entrate per alcuni anni. Tuttavia, in un’ottica di lungo periodo la “assoluta necessità di salvaguardare il potenziale produttivo del terreno è di gran lunga più importante” come afferma Luca Corelli Grappadelli, docente di Frutticoltura all’Università di Bologna.
Anche se la ricerca sulla fertilità e sulla qualità dei suoli viene portata avanti da oltre 60 anni, risulta ancora difficile far passare il messaggio che la nutrizione minerale – elemento imprescindibile della redditività dell’azienda – se condotta senza tenere conto delle caratteristiche del suolo e della pianta in coltivazione, conduce inevitabilmente ad un aggravio dei costi di produzione e alla diminuzione della redditività economica, causata dalla perdita di qualità del prodotto a seguito di fisiopatie sviluppatesi durante la conservazione e dalla diminuita produttività. A fianco della salute del suolo, che oggi si studia sequenziando il DNA complessivo del microbiota del terreno, rimane di fondamentale importanza considerare anche il tema della qualità delle acque irrigue, sia in termini di contenuto di elementi di fertilità (es. concentrazione e tipologia di elementi minerali disciolti) sia di altre sostanze (es. batteri, contaminanti emergenti), che possono impattare positivamente o negativamente i microrganismi terricoli con cui vengano a contatto. Si parlerà, in merito, anche di come le acque reflue possano essere trattate non solo come risorsa irrigua, ma anche fertirrigua, visto il loro contenuto intrinseco in elementi della fertilità (es. azoto, fosforo, sostanza organica).
Il convegno del 10 ottobre porrà sotto i riflettori diversi aspetti legati a queste tematiche, chiedendo a relatori di livello internazionale di fare il punto su aspetti legati alle soluzioni di agroecologia per la protezione del terreno, mettendo a fuoco le opportunità offerte e le problematiche presentate dall’uso di biostimolanti. Si concluderà, infine, con una sessione dedicata ai temi della qualità delle acque d’irrigazione e delle esperienze condotte finora sull’uso di acque reflue urbane in frutticoltura. (aa)
Fonte: Ufficio stampa Fresh
