Unione IV Gamma, al via il progetto per rilanciare una categoria da oltre 1 miliardo

Presentata ieri alla presenza del ministro Lollobrigida, l’aggregazione rappresenta oltre il 60% della produzione italiana di insalate in busta

Unione IV Gamma, al via il progetto per rilanciare una categoria da oltre 1 miliardo

Nasce con un obiettivo preciso: riportare valore, qualità e prospettiva industriale in una delle categorie simbolo del freschissimo italiano. È stata presentata ieri mattina a Palazzo Rospigliosi, a Roma, Unione Quarta Gamma, la nuova Associazione di organizzazioni di produttori dedicata al comparto, nel corso di un vertice promosso da Filiera Italia e coordinato dal prof. Roberto della Casa. L’aggregazione rappresenta oltre il 60% del mercato della produzione agricola italiana destinata alle insalate di IV gamma e punta a superare alcune delle fragilità che comprimono la marginalità del settore, rilanciando i consumi e costruendo un percorso condiviso con la distribuzione moderna. Il messaggio emerso dal confronto è netto: la IV gamma resta una categoria strategica per l’ortofrutta nazionale, ma per tornare a crescere deve recuperare riconoscibilità, qualità percepita, efficienza e una più solida architettura di filiera.

Ad aprire i lavori con i saluti iniziali è stato il Segretario Generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo. A seguire sono intervenuti il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, Maura Latini, presidente di Coop Italia, Francesco Avanzini, direttore generale di Conad, Carlo Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, e Maurizio Vittori, vicepresidente della neonata Aop Unione Quarta Gamma.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha salutato con favore la nascita della nuova aggregazione: “Come Ministero sosteniamo con forza i tavoli di confronto tra produzione e distribuzione, perché la distribuzione è un passaggio decisivo nella costruzione del valore aggiunto lungo la filiera. Per questo considero molto positiva la collaborazione avviata oggi, che punta a valorizzare il prodotto e a distribuire meglio il valore tra tutti gli anelli della catena. Restano criticità strutturali che il sistema Italia conosce bene, a partire da energia e logistica, e proprio da confronti come questo possono emergere indicazioni utili anche per l’azione di Governo. Allo stesso tempo bisogna continuare a investire su ricerca, comunicazione e misure di welfare a sostegno dei consumatori più fragili. Si può fare di più, ma questa è senza dubbio la direzione corretta”.

Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida

A mettere a fuoco peso economico e criticità strutturali del comparto è stato il prof. Roberto Della Casa, responsabile scientifico del Monitor Ortofrutta di Agroter e direttore di IFN: “La filiera della IV gamma orticola è senza dubbio una delle realtà di riferimento del sistema ortofrutticolo nazionale, sia per il valore generato alla produzione – oltre 650 milioni di euro nel retail, che salgono a circa 750 milioni includendo l’Horeca – sia per il valore al consumo, che supera 1,1 miliardi di euro e raggiunge 1,3 miliardi considerando anche il fuori casa. Per dare un ordine di grandezza, nel canale moderno le mele valgono al consumo circa 660 milioni di euro, poco più della metà. Considerato l’elevato livello tecnologico della filiera, va ricordato anche il peso dell’indotto diretto, che porta il valore complessivo generato a oltre 1,7 miliardi di euro, con più di 35mila addetti. Allo stesso tempo, la capacità produttiva del sistema nazionale, sia sul piano agricolo sia a livello di facility industriali, è nettamente superiore rispetto all’attuale dimensione del mercato interno: la stima prudenziale indica un potenziale eccedente di circa il 40%, pari a 200mila tonnellate su 280mila. A ciò si aggiunge una presenza ancora limitata sui mercati internazionali, anche per effetto di un’organizzazione che resta piuttosto frammentata in termini assoluti: si contano circa 80 aziende, sebbene le prime dieci concentrino oltre il 70% del mercato. In questo contesto si determina una forte concorrenza orizzontale, spesso finalizzata a saturare la capacità produttiva e ad abbattere i costi fissi, con un’attenzione non sempre adeguata alla tenuta dei margini”.

Proprio per rispondere a questo scenario è nata Unione Quarta Gamma. Il vicepresidente della Aop Unione Quarta Gamma, Maurizio Vittori, ha spiegato così la missione del nuovo soggetto: “Rappresentiamo una quota di riferimento del mercato delle insalate di IV gamma, dalla produzione fino alla valorizzazione del prodotto. Da questa base è nata l’Aop Unione Quarta Gamma, costituita ai sensi del Regolamento Ue 2393/17 Omnibus, con l’obiettivo di rilanciare i consumi della categoria e generare maggiore reddito lungo tutta la filiera, fino al produttore agricolo. Il nostro intento è elevare la qualità della IV gamma attraverso standard comuni, coerenti con le esigenze dei consumatori, e al tempo stesso promuovere una vera innovazione capace di dare nuova spinta allo sviluppo del comparto. Parallelamente, senza sostituirsi alle imprese rappresentate nelle attività commerciali, l’Aop si propone come interlocutore delle aziende della distribuzione moderna per favorire, in forma coordinata, lo sviluppo di contratti di filiera e, a livello individuale, di accordi quadro su cui innestare la contrattualistica commerciale. L’obiettivo è sostenere la crescita del mercato, recuperare efficienza, ridurre gli sprechi e garantire una remunerazione adeguata a tutti gli attori della filiera, fino ai produttori agricoli”.

Nella foto, da sinistra: Francesco Avanzini, direttore generale Conad; Maura Latini, presidente Coop Italia e Roberto Della Casa, responsabile scientifico Monitor Ortofrutta di Agroter e direttore IFN

Dal lato distributivo il confronto ha fatto emergere una linea comune: la Gdo continua a credere nella categoria, ma chiede un salto di qualità sul piano industriale, dell’offerta e della leggibilità per il consumatore.

Il direttore generale di Conad, Francesco Avanzini, ha sottolineato: “La IV gamma rappresenta uno dei bastioni dell’offerta del freschissimo e, proprio perché si tratta di un prodotto confezionato, deve poter contare su una visibilità adeguata. Per noi è una categoria strategica e una delle principali opportunità riguarda la qualificazione dell’offerta all’interno del mondo del fresco e del freschissimo. Oggi, però, la IV gamma non è ancora trattata e vissuta come una categoria pienamente integrata nell’ortofrutta, ma quasi come un comparto a sé stante, più vicino a un prodotto-servizio. È entrata stabilmente nelle abitudini di consumo di molte famiglie, ma non ha ancora compiuto fino in fondo quel salto di qualità necessario a consolidarne il posizionamento. Occorre allora tornare ai fondamentali, per questo serve un lavoro capace di coniugare efficienza e qualità. Da questo equilibrio non si può prescindere. In uno scenario critico, segnato anche dall’impatto dei costi energetici, iniziative di sistema come questa devono servire a lavorare su elementi precompetitivi, aggregando l’offerta e rendendo più fruibile la dimensione d’acquisto. Per noi, poter raccogliere e convogliare queste istanze rappresenta un vantaggio importante. Ribadisco che per noi distributori la IV gamma resta cruciale, anche perché rappresenta un baluardo della Mdd e, a maggior ragione, abbiamo tutto l’interesse a sviluppare la categoria: il binomio su cui lavorare è quindi chiaro, efficienza di sistema e qualità del prodotto”.

La presidente di Coop Italia, Maura Latini, ha insistito sulla necessità di riportare al centro freschezza, qualità e pianificazione: “La IV gamma è stata una grande intuizione, perché ha intercettato per tempo la domanda di prodotti-servizio. A frenare la categoria, però, sono state la mancata condivisione di alcune strategie e l’assenza di una vera pianificazione, con un disallineamento tra produzione e vendita. Parliamo di un prodotto complesso e costoso, sia da produrre sia da distribuire, perché richiede controllo delle temperature, logistica dedicata e una gestione molto accurata. Proprio per questo occorre tornare al punto centrale: la IV gamma deve restare prima di tutto un prodotto fresco, con la qualità come elemento dirimente. Negli anni, invece, la categoria ha perso parte della propria capacità di esprimere un valore coerente con lo sforzo della filiera. Per rilanciarla servono pianificazione, semplificazione e un lavoro condiviso lungo tutta la catena. Va bene ridurre le ridondanze dell’offerta, ma senza appiattirla, anche perché il discount presidia quote importanti e il tema dell’articolazione resta decisivo. Se condividiamo analisi e percorso, c’è spazio per dare nuova linfa a una categoria strategica, che deve tornare a differenziare le insegne, anche attraverso la Mdd. E bisogna continuare a investire anche nei prodotti meno performanti nei volumi, ma capaci di portare innovazione, per alzare il valore complessivo della categoria e recuperare efficienza, redditività e prezzi adeguati anche al consumo”.

Il presidente di Federdistribuzione, Carlo Buttarelli e il vicepresidente della Aop Unione Quarta Gamma, Maurizio Vittori

Il presidente di Federdistribuzione, Carlo Buttarelli, ha richiamato l’attenzione sul nodo del consumo e della qualità percepita: “L’elemento importante da cui ripartire è il consumo: la penetrazione della IV gamma è già elevata, ma restano ancora spazi significativi di crescita. In questo quadro il tema della qualità del prodotto, e soprattutto della qualità percepita dal consumatore, è decisivo. Guardiamo quindi con favore a questa iniziativa, anche perché per la distribuzione è positivo dialogare con realtà sempre più strutturate, a maggior ragione se tra gli obiettivi c’è quello di innalzare il livello qualitativo della categoria. Vorrei ribadire che la Gdo ha sempre creduto nella IV gamma, come dimostra anche il peso molto rilevante della Mdd, che per noi rappresenta un vero fiore all’occhiello. Proprio per questo occorre lavorare su un terreno comune, trovando nell’ambito della marca del distributore uno spazio concreto per sviluppare ulteriormente la categoria”. 

Amministratore delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia

Sul fronte della rappresentanza e dei rapporti di filiera, l’amministratore delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, ha sintetizzato così la linea dell’organizzazione: “Per raggiungere gli obiettivi evidenziati è necessario rivedere i fondamentali della categoria a partire dalla remunerazione della materia prima; se questa non è sufficiente continueremo ad avere una caduta strisciante della qualità, che produrrà effetti negativi al consumo. Come rappresentanza chiediamo al Ministro di attivare Ismea affinché, nel quadro normativo attuale, lavori a fondo nella definizione di costi di produzione medi ordinari della materia prima e del prodotto finito da utilizzare come elementi di riferimento nella contrattazione, evitando possibili pratiche sleali da una parte e dall’altra. Filiera Italia si farà inoltre parte attiva per promuovere lo sviluppo di contratti di filiera e accordi quadro fra le associate, rappresentate da Unione Quarta Gamma, e le imprese della distribuzione. Riteniamo infine indispensabile attivare un piano di comunicazione al consumo della categoria, di concerto con il mondo distributivo e con il concorso dell’aiuto pubblico, sia per contrastare le fake news sia per sostenere l’uso della categoria nell’ambito di una corretta alimentazione”.

Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini

In chiusura, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha ricondotto la nascita della Aop a una visione più ampia di tenuta e rilancio del comparto: “Oggi parliamo di un mercato che supera il miliardo di euro, eppure la crescita del comparto non è in linea con le sue potenzialità. Per questo la nascita di Unione Quarta Gamma, in un momento di forti tensioni geopolitiche che stanno destabilizzando i mercati con rincari significativi e speculazioni, è un passaggio decisivo per aggregare la produzione, rafforzare il potere contrattuale dei produttori, superare la frammentazione e restituire valore a tutta la filiera. È un progetto che può segnare una svolta per un settore strategico del Made in Italy, anche attraverso innovazione nella logistica, nella sostenibilità e nei modelli contrattuali, per garantire futuro alle imprese agricole e maggiore trasparenza ai consumatori”.

Dal vertice romano esce dunque una fotografia chiara: la IV gamma resta una filiera di peso nell’ortofrutta italiana, ma non può più permettersi squilibri tra capacità produttiva, qualità, margini e percezione al consumo. La nascita di Unione Quarta Gamma prova a trasformare questa consapevolezza in una piattaforma operativa, con alcuni assi già definiti: standard qualitativi comuni, contratti di filiera, remunerazione più equilibrata, efficienza industriale, innovazione e comunicazione condivisa. Per un comparto che vale oltre un miliardo di euro al consumo, ma che negli ultimi anni ha mostrato segnali di affaticamento, il passaggio da categoria importante a categoria davvero governata potrebbe cominciare da qui. (lg)