Il meglio di IFN
Emergenza difesa negli agrumi: servono strumenti all’altezza
Nel nuovo scenario fitosanitario, FMC affianca tecnici e produttori per migliorare efficacia, precisione d’intervento e gestione antiresistenza

Negli agrumeti la difesa non è più una routine: è diventata una corsa contro il tempo. In dieci anni lo scenario è cambiato radicalmente, stretto tra nuovi fitofagi, cicli biologici più veloci, eventi climatici estremi e un progressivo assottigliamento degli strumenti chimici disponibili. Per tecnici e produttori significa una sola cosa: non c’è più margine per l’approssimazione. Ogni intervento va calibrato con precisione chirurgica, ogni finestra utile va colta all’inizio delle infestazioni, ogni errore di timing rischia di tradursi in perdita di qualità, calo di resa e minore commerciabilità. La difesa, insomma, si gioca sempre di più sulla capacità di anticipare il problema, non di inseguirlo. In questo contesto, monitoraggio continuo, rotazione dei meccanismi d’azione, rigore nell’applicazione delle etichette e integrazione con la fauna utile non sono più buone pratiche accessorie, ma la condizione minima per restare competitivi.
Al vuoto lasciato dalle revoche spesso si è risposto con autorizzazioni in deroga di 120 giorni. Lo strumento è utile per tamponare emergenze e picchi, ma non può essere la spina dorsale della difesa: serve programmazione anticipata, coordinamento con OP e rivenditori, comunicazione chiara agli agricoltori per evitare corse dell’ultima ora. La tendenza, intanto, è chiara: più parassiti e più aggressivi. In Sicilia si fa i conti con i tripidi, in particolare Pezothrips kellyanus, che compromettono finitura e commerciabilità in post‑allegagione; con Aleurothrixus floccosus, ormai stabile e dannoso per via di melata e fumaggine; con Eutetranychus orientalis, segnalato nel 2024 e capace di esplodere nelle annate calde‑secche quando si incrina la selettività verso i fitoseidi. Si aggiungono potenziali minacce, tra cui il possibile ingresso di Bactrocera dorsalis. Il filo rosso è l’accelerazione: cicli più rapidi, popolazioni miste nello stesso appezzamento, finestre di intervento che si spostano di pochi giorni ma fanno la differenza.
Il clima non aiuta. Eventi estremi - come il ciclone Harry - ha hanno messo a dura prova gli agrumeti, rendendo piante e frutticini più vulnerabili: un impatto che ha azzerato gli sforzi di un anno e potrebbe ripercuotersi anche sulle prossime annate. Piogge concentrate, vento e ondate di caldo impongono prodotti con vera translaminarità, tenuta al dilavamento e piani elastici, pronti a seguire la fenologia piuttosto che un calendario rigido.
Di questo si è parlato il 24 febbraio al Radicepura – Horticultural Park. Michele Faro, CEO di Piante Faro e anima del parco botanico, ha dato il benvenuto ai partecipanti ricordando che la rete tra istituzioni, imprese e tecnici è il primo presidio di resilienza.
L’obiettivo della giornata è stato dichiarato senza giri di parole: trasformare il confronto in soluzioni operative. Il tavolo tecnico‑istituzionale ha messo sotto lente fitofagi emergenti ed evoluzione normativa, con un focus costante su finestre fenologiche e selettività. Il tema è stato affrontato senza sconti. Roberto Morano - Business Director South Europe di FMC, ha richiamato ricerca, sperimentazione e innovazione come un trio indispensabile per un comparto sotto pressione. Edoardo Finocchiaro (Champion Cyazypyr® & Field Marketing – FMC) ha inquadrato lo scenario e aperto il confronto con i dirigenti del Servizio Fitosanitario Regionale - Osservatorio malattie delle piante di Acireale (CT): Dott. Sebastiano Vecchio; Dott. Giuseppe Campo, Dott. Riccardo Tumminelli, monitoraggi precoci, finestre mirate su svernanti e prime generazioni – cruciali, ad esempio, per Aleurocanthus spiniferus – e integrazione della fauna utile in ogni decisione di trattamento. Qui si innesta il paradosso attuale: rotare i meccanismi d’azione per ritardare le resistenze con un numero minore di molecole. I Quaderni di Campagna aiutano su precisione e tracciabilità, ma impongono una compliance rigorosa. La via d’uscita è una IPM di precisione: scouting strutturato, soglie locali, trattamenti ben posizionati, prodotti selettivi, uso ragionato di adiuvanti e integrazione con biologico e feromoni.

In questo mosaico, Exirel® si è imposto come cardine moderno per gli agrumi. Il meccanismo d’azione IRAC 28, basato sulla modulazione dei recettori della rianodina, garantisce un rapido stop dell’alimentazione ed è prezioso in rotazione anti‑resistenza. La marcata translaminarità favorisce il controllo dei succhiatori “criptici”, mentre la selettività verso i fitoseidi aiuta a mantenere l’equilibrio biologico e a ridurre il rischio di acaro‑insorgenza. Quando ben posizionato, il prodotto consente un controllo trasversale: aleurodidi – incluso A. spiniferus –, tripidi, afidi e lepidotteri; nei programmi di difesa contro la Ceratitis capitata in pre‑raccolta. In alcune strategie si osservano inoltre effetti collaterali utili su cocciniglie, a conferma che timing e impostazione fanno la differenza: svernanti e prime ovideposizioni, da un lato, e post‑allegagione, dall’altro, sono i momenti di massimo rendimento tecnico.

Sullo sfondo resta un’ulteriore incognita per l’agricoltura italiana: l'eventuale arrivo della Spodoptera frugiperda (nota come fall armyworm). Il "caso Grecia" funge da campanello d’allarme: tra settembre e ottobre 2023, il parassita è stato rilevato in diverse regioni, inclusa Creta, con lo status di "presente, in via di eradicazione”. A maggio 2024, un audit ha sollecitato interventi tempestivi, riconoscendo però gli sforzi ellenici nel garantire l'accesso ai trattamenti. Su questo fronte, FMC si conferma protagonista nella protezione delle colture: il suo insetticida Altacor® 35 WG (Rynaxypyr®) ha ottenuto l'autorizzazione ministeriale in Grecia il 1° maggio 2024 per fronteggiare con tempestività l’emergenza in atto. Questo risultato ribadisce come la strategia più efficace rimanga quella integrata e guidata dalla fenologia, capace di prevenire le infestazioni attraverso interventi mirati e scientificamente supportati.

In breve, tra antagonisti e chimica mirata, la difesa evolve: servono monitoraggi, integrazione di ausiliari e tool digitali; fondamentale l'impiego di attivi a spiccata sistemia locale e profili selettivi in ottica IPM. È questa la rotta che può restituire controllo, qualità e redditività alla filiera agrumicola. Exirel® –Powered by Cyazypyr® costituisce il tool di riferimento per una protezione moderna e selettiva; l’efficacia dipende dal rigore del posizionamento tecnico-agronomico. (lg)




