Attualità
La Corte dei conti europea boccia la riforma Pac post 2027
Il parere non vincolante conferma le preoccupazioni degli agricoltori

La riforma della Politica Agricola Comune (Pac) post 2027 è al centro di un acceso dibattito in Europa. La Corte dei conti europea ha confermato le preoccupazioni degli agricoltori italiani, evidenziando come il taglio delle risorse e la creazione di un Fondo Unico possano compromettere l’equità, la coesione e l’efficacia della Pac. Le principali organizzazioni del settore, come Cia e Confagricoltura, sottolineano i rischi di rinazionalizzazione della politica agricola e di disparità tra Stati membri, richiamando la necessità di risorse adeguate, semplificazione e certezze giuridiche per garantire il reddito degli agricoltori e la sicurezza alimentare dei cittadini europei.
Ue: Cia, Corte dei conti dà ragione ad agricoltori e boccia la riforma Pac post 2027
Anche la Corte dei conti europea dà ragione agli agricoltori. Nel suo parere sulla proposta di riforma della Pac post 2027, l’organo di controllo dell’Ue conferma tutti i timori avanzati dal settore primario e dà piena legittimazione alle nostre preoccupazioni. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. “Pur non essendo vincolante, il parere della Corte rafforza in modo inequivocabile ciò che denunciamo da tempo e che abbiamo portato anche in piazza, nelle manifestazioni di Bruxelles e Strasburgo -dice Fini-. Tagliare le risorse all’agricoltura e farle confluire in un fondo unico significa svuotare la Pac del suo carattere comune e aprire la strada a una pericolosa rinazionalizzazione. Così si spezza un sistema che ha garantito equità e coesione, creando disparità tra comparti e tra Stati membri, ma soprattutto si mette seriamente a rischio una delle politiche fondanti dell’Unione, essenziale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare dei cittadini”.
“La Commissione Ue sta imboccando una strada sbagliata e sempre più isolata -conclude il presidente di Cia-. Contro questa visione miope continueremo a far sentire la nostra voce. L’agricoltura non è un capitolo di spesa da comprimere, ma una priorità strategica da difendere: servono semplificazione, certezze giuridiche e risorse adeguate, non nuova burocrazia e scelte che penalizzano il settore. Con l’avvio dei negoziati e i tempi stretti per gli emendamenti entro maggio, nelle prossime settimane saremo in prima linea per spingere verso modifiche concrete. Senza una Pac forte e realmente comune, l’Europa perde uno dei suoi pilastri”.
Confagricoltura: si prende atto dei rischi messi in luce anche dalla Corte dei Conti europea
Il parere odierno della Corte dei Conti europea relativo al budget e all’impalcatura della nuova Pac evidenzia le stesse perplessità già espresse da Confagricoltura: la complessità della prossima programmazione rischia di creare incertezza, ritardare l'erogazione dei fondi e compromettere l'obiettivo di semplificazione. Di fatto significa non raggiungere gli obiettivi stessi della politica agricola comune. La struttura del Fondo Unico, inoltre, minaccia l’ordinata programmazione degli interventi, così come l’affidamento agli Stati membri della possibilità di finanziare la Pac mette a rischio l’omogeneità e lo spirito comune della politica agricola. Il fatto che i governi possano decidere di destinare o meno, al di fuori della “riserva agricola garantita” una consistente quota di risorse al settore primario o ad altri àmbiti - sottolinea Confagricoltura - crea una conseguente potenziale disparità nella capacità competitiva delle imprese agricole nell’ambito stesso dell’Ue.
E’ invece indispensabile che si garantisca una politica agricola adeguata alle sfide a cui gli agricoltori sono chiamati. Non è un caso – aggiunge Palazzo della Valle – che anche la Corte dei Conti abbia oggi evidenziato che la maggiore flessibilità per i Paesi nella gestione delle risorse “non dovrebbe compromettere gli obiettivi comuni della Pac, ad iniziare da un reddito equo per gli agricoltori, la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente”. Confagricoltura auspica quindi che il parere odierno porti i colegislatori a riflettere su queste preoccupazioni messe in luce anche dalla Corte dei Conti europea e ad adattare la proposta della Commissione recependo i suggerimenti necessari a contrastare i rischi enunciati. (aa)
Fonte: Ufficio stampa Cia e Confagricoltura



















