Dal campo
Ottaviano, il precoce che dà stabilità al finocchio invernale
La proposta Seminis convince per resa, uniformità e doppia tenuta

Nell’areale crotonese, uno dei poli di riferimento per il finocchio invernale destinato al mercato nazionale, Ottaviano di Seminis ha ottenuto risultati che meritano attenzione. Il trapianto è partito dal 25 settembre, con raccolte scalate tra il 25 gennaio e il 20 febbraio: una finestra commerciale strategica per presidiare il cuore dell’inverno, quando la domanda di prodotto fresco resta sostenuta e la programmazione diventa determinante.
Un finocchio capace di coniugare resa, qualità estetica e affidabilità agronomica in un segmento – quello invernale – dove ogni dettaglio incide sulla marginalità. Tra gli aspetti che hanno convinto maggiormente i produttori spicca la cosiddetta “doppia tenuta”, elemento sempre più centrale nella gestione moderna delle produzioni orticole.

“Ottaviano ha dimostrato un’ottima tenuta sia in campo sia nel post raccolta – spiega Leonardo Battigaglia, responsabile tecnico di Ortosud –. Anche quando la raccolta è stata posticipata rispetto al programma, il prodotto ha mantenuto qualità e struttura. Questo ci ha permesso di affrontare con maggiore serenità eventuali rallentamenti del mercato, senza compromettere la qualità del finocchio”.
In un contesto come quello crotonese, dove il clima mite favorisce lo sviluppo ma la pressione commerciale impone tempi rigorosi, poter contare su una varietà che mantiene compattezza e integrità del grumolo anche oltre il timing ottimale significa acquisire un margine gestionale prezioso. Non solo in campo, ma anche nella fase successiva alla raccolta, quando conservabilità e consistenza incidono direttamente sul valore riconosciuto dalla filiera.

Resa e uniformità: leve per la programmazione
“Abbiamo riscontrato un’ottima resa produttiva e grande omogeneità di pezzatura – continua Battigaglia –. È una varietà che garantisce standard costanti e facilita la programmazione, aspetto sempre più centrale per aziende organizzate come la nostra”.
Uniformità significa meno scarti, maggiore efficienza in fase di selezione e confezionamento, ma anche una presentazione più omogenea a scaffale, elemento che nel segmento del fresco incide direttamente sulla percezione del consumatore. Dal punto di vista visivo, Ottaviano risponde pienamente alle aspettative del mercato: il grumolo è tondo, compatto, di un bianco brillante, con canne erette e peso specifico ben calibrato. Caratteristiche che agevolano sia la lavorazione in magazzino sia la valorizzazione commerciale.
“Esteticamente è un finocchio molto bello da vedere – sottolinea Battigaglia –. Il grumolo è tondo e bianco, con canne ben erette e una struttura compatta. In magazzino si lavora bene, grazie all’uniformità del prodotto e alla sua consistenza”.

Ottaviano sembra aver centrato l’obiettivo: presidiare la finestra invernale con un ciclo precoce, offrendo al produttore uno strumento tecnico solido e alla filiera un prodotto coerente con gli standard richiesti. Per l’areale crotonese, che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama nazionale del finocchio, si tratta di un segnale importante: innovazione varietale e programmazione possono procedere di pari passo, sostenendo competitività e valore lungo tutta la catena.





