Emergenza afidi nel Sud della Spagna: a rischio 6.100 ettari fra lattughe e brassiche

Tra Murcia, Andalusia e Comunità Valenciana cresce l’emergenza fitosanitaria

Emergenza afidi nel Sud della Spagna: a rischio 6.100 ettari fra lattughe e brassiche

Afidi fuori controllo e pochi strumenti per fermarli. In Spagna, come riporta ValenciaFruits, cresce l’allarme per l’infestazione che sta colpendo Andalusia, Comunità Valenciana e Regione di Murcia, dove secondo le stime del settore risultano interessati circa 6.100 ettari di coltivazioni. La superficie più colpita è quella della lattuga, con quasi 4.000 ettari, seguita da 1.500 ettari di brassicacee e da circa 300 ettari ciascuno di sedano e carciofo.
L’emergenza ha riacceso il confronto sulla carenza di mezzi tecnici efficaci per la difesa delle colture. Per questo organizzazioni agricole e governo regionale stanno lavorando a un piano d’azione per accelerare la risposta fitosanitaria e snellire le procedure per ottenere autorizzazioni eccezionali su determinati principi attivi. Il tema è stato al centro della riunione del Comitato per la Salute Vegetale della Regione di Murcia, presieduta dall’assessore Sara Rubira, alla presenza di organizzazioni agricole, cooperative, associazioni di produttori ed esportatori e tecnici specializzati. Dal confronto è emersa una forte preoccupazione non solo per l’avanzata degli afidi, ma anche per la progressiva riduzione delle sostanze attive disponibili.
Murcia, Andalusia e Comunità Valenciana hanno quindi chiesto al Ministero dell’Agricoltura spagnolo misure straordinarie e un incontro urgente con il ministro Luis Planas. Secondo le tre comunità autonome, la progressiva eliminazione di principi attivi, unita agli effetti del cambiamento climatico e alle pressioni del mercato, sta mettendo a rischio produzione e redditività delle aziende agricole.
Sul fronte operativo, Asaja ha chiesto un’autorizzazione eccezionale per lo spirotetramat (Movento), ritenuto uno strumento chiave per il controllo degli afidi nelle colture ortofrutticole in pieno campo. Secondo l’organizzazione, il ritiro di questa sostanza ha lasciato molti agricoltori senza alternative realmente efficaci, con ricadute su colture come pomodoro, melone, lattuga, cavolo e su diverse specie frutticole. L’associazione sollecita quindi l’attivazione urgente della procedura prevista dall’articolo 53 del regolamento comunitario, che consente deroghe temporanee fino a 120 giorni in caso di emergenze fitosanitarie. Per il settore, il punto è chiaro: senza strumenti rapidi ed efficaci, il rischio riguarda non solo la difesa delle colture, ma la tenuta produttiva di una parte importante dell’ortofrutta spagnola. (aa)