Attualità
Caro alimenti, Brisigotti: "Gli allarmismi non aiutano"
Contro la risalita dei costi energetici, Coop Italia rivendica la complessità dei sistemi agroalimentari

Domenico Brisigotti, Direttore Generale di Coop Italia, sulla propria pagina Linkedin ha sottolienato alcuni aspetti legati ai rincari: "Il 28 febbraio scorso ha avuto inizio un nuovo conflitto sulla scena internazionale. Il primo pensiero non può che andare alle persone direttamente colpite. Ogni crisi porta con sé sofferenze enormi e conseguenze che vanno ben oltre l’economia. Detto questo, a chi lavora nelle filiere del largo consumo spetta anche il compito di provare ad analizzare con lucidità gli effetti economici.
In queste ore il dibattito pubblico si sta concentrando sulla risalita dei costi del petrolio e sul possibile impatto immediato sui prezzi degli alimenti.
È un tema serio, ma proprio per questo merita la massima responsabilità comunicativa. Quando si parla di prezzi e inflazione, il rischio è quello di scivolare in semplificazioni e allarmismi che non aiutano a comprendere davvero come funzionano le filiere.
Vale la pena evidenziare alcuni fatti.
Dal Brent al prezzo di un alimento il percorso è lungo. Il prezzo del petrolio influenza il costo dei carburanti, ma non in modo diretto o proporzionale. Il prezzo alla pompa dipende dal costo industriale del carburante (greggio + raffinazione); dalle accise, che sono fisse e quindi attenuano le oscillazioni.
Il carburante è solo una parte dei costi della logistica. Nelle flotte di trasporto pesa in genere tra il 25% e il 35% dei costi operativi. Inoltre, le variazioni del carburante sono già gestite nei contratti di trasporto tramite i meccanismi di fuel surcharge; ma soprattutto: il costo del trasporto è solo una componente del costo finale di un prodotto alimentare. Questo significa che tra uno shock sul petrolio e il prezzo sullo scaffale esiste una catena lunga e complessa, in cui ogni passaggio tende ad attenuare l’effetto.
Il capitolo fertilizzanti ha tempi ancora più lunghi. Un eventuale aumento dei costi dei fertilizzanti può certamente influenzare le prossime campagne agricole. Ma gli effetti sui prezzi per i prodotti freschi si vedrebbero nei mesi successivi, mentre per i prodotti trasformati dopo circa 9–12 mesi. È quindi difficile immaginare impatti immediati sui prezzi dei prodotti oggi disponibili.
Le filiere agroalimentari sono sistemi complessi, con tempi lunghi e molti fattori in gioco. Per questo, soprattutto nei momenti di tensione internazionale, credo che chi commenta questi fenomeni – imprese, media, analisti – abbia una responsabilità specifica: evitare scorciatoie narrative e contribuire a spiegare la complessità. Perché quando si parla di prezzi del cibo, le semplificazioni rischiano di diventare allarmismi. E gli allarmismi non aiutano né i consumatori né le filiere."
Fonte: Linkedin





